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Influencer marketing e pubblicità trasparente

Negli ultimi anni l’attività degli influencer ha registrato un vero e proprio boom: basti pensare che da una stima di Publics Media emerge che gli investimenti in influencer marketing siano cresciuti a tripla cifra negli ultimi due anni, ovvero del 131%, e a fine 2019 potrebbero arrivare all’8% sul totale degli investimenti in digital advertising.

Davanti a questo scenario è emersa in maniera sempre più impellente la necessità di tutelare gli utenti, garantendo loro una comunicazione pubblicitaria trasparente: proprio a tale scopo lo IAP, Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, ha pubblicato la “Digital Chart” (https://www.iap.it/digital-chart/) che elenca una serie di linee guida da rispettare per rendere evidente agli utenti una comunicazione attuata da parte di un influencer della rete dietro compenso economico.

Trasparenza a tutela degli utenti

La Chart ad esempio suggerisce l’utilizzo di hashtag specifici (#adv, #advertising, etc..) atti a rendere evidente al pubblico il rapporto commerciale da cui originano i post.

Quanto sono davvero rispettate queste linee guida in Italia? La pubblicità sui social è davvero trasparente?

L’Osservatorio di Buzzoole sull’Influencer Marketing ha analizzato l’uso degli hashtag della trasparenza durante il 2018 al fine di fotografare la predisposizione di brand e influencer verso questo tema.

Nel 2018 in Italia sono stati rilevati 190.000 post contenenti gli hashtag #Ad, #Adv, #sponsorizzato, etc… pubblicati da circa 42.000 account, con un trend nettamente in crescita durante l’anno.

Il 66% dei post proviene da Instagram, il 27% da Twitter e il 7% da Facebook (un dato da prendere con le pinze poiché Facebook per limitazioni di privacy non permette di effettuare rilevazioni puntuali).

La moda è il settore che si è dimostrato più trasparente, seguito da cosmetica e accessori.

Luci e ombre della social ads

Nel complesso scenario dei social è impossibile misurare con precisione tutte le attività di advertising “nascoste”: basti pensare alle Instagram Stories che dopo 24 ore scompaiono e non lasciano alcuna traccia.

Nonostante i limiti di monitoraggio delle piattaforme possiamo però affermare che, nell’ultimo anno, abbiamo assistito ad una crescita esponenziale della pubblicità trasparente, e le prospettive per il futuro sono sempre più positive.

Questa dinamica è favorita inoltre dalla consapevolezza degli utenti, ormai sempre più in grado di distinguere chiaramente l’iniziativa pubblicitaria che si nasconde dietro ad un post “apparentemente” spontaneo dell’influencer di turno, apprezzando maggiormente la sincerità e la trasparenza rispetto ad un messaggio occulto.

La ricerca completa dell’Osservatorio Buzzole è disponibile a questo link https://buzzoole.com/resources/transparency-influencer-marketing/it

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